
L’accoglienza calabrese per Gasparri:
prima il comizio poi a pranzo dal boss
Le 'ndrine che dominano sull'eolico di Girifalco ed il sen. Maurizio Gasparri, titolare di una quota d'oro (e non è d'oro solo quella) presso il Consiglio Superiore della Magistratura e fratello del vice-comandante dell'Arma dei Carabinieri.
Intellettuali Laureati Precari
A Vibo
Valentia era tutto pronto per accogliere l'allora deputato di An. Per un
imprevisto il programma saltò ma l'antimafia di Catanzaro l'ha ricostruito.
Prima un comizio nella piazza del paese, poi il pranzo a casa del boss che
avrebbe garantito il suo appoggio elettorale. A Limbadi, piccolo centro della
provincia di Vibo Valentia, sembra che tutto fosse pronto per accogliere il
deputato. Ma qualcosa, quel giorno, non andò per il verso giusto e la cosca
dovette rivedere tutti i suoi programmi. Pure l’onorevole, a quanto pare. Il
boss è Panataleone Mancuso, uno dei più potenti uomini della ‘Ndrangheta. Il
parlamentare, invece, èMaurizio Gasparri, oggi capogruppo del Partito di
Berlusconi a Palazzo Madama e ras degli uomini di An in Calabria. Il racconto è
agli atti dell’operazione Minosse 2, condotta tra il 2000 e il 2003 dai
Carabinieri di Vibo Valentia e coordinata dalla Dda di Catanzaro. La prima
udienza del processo c’è stata solo lo scorso 23 giugno, subito aggiornata a
ottobre. Ma l’apertura del dibattimento ha reso disponibili tutti i documenti.
“Domani mattina devo andare a prendere a Gasparro a Vibo che deve fare il
comizio alle 11:00, mi ha mandato zio Luni, e allo zio Luni non posso dirgli di
no, chiaro!”. Giuseppe Corsaro è un ‘picciotto’ della cosca, un fedelissimo di
Pantaleone Mancuso, lo “zio Luni” di cui parla. Nella sua auto, una Renault
Clio, i Carabinieri hanno piazzato da tempo una cimice che offrirà numerosi
elementi utili alle indagini. E’ il 21 aprile 2001 quando racconta del suo
impegno “elettorale” per il giorno dopo alla fidanzata: “Io lo devo andare a
prendere alle 09:00 e portarlo a Limbadi, poi mangia a casa di zio Luni, e lo
accompagna zio Luni poi… che zio Luni deve andare a Gioia, altrimenti sarebbe
andato lui personalmente a prenderlo a Vibo…”. Secondo il racconto, Pantaleone
Mancuso il giorno dopo avrebbe dovuto trattare l’acquisto di una partita di 100
chili di cocaina in arrivo nel porto di Gioia Tauro. Siamo nel pieno della
campagna elettorale che riporteràSilvio Berlusconi a Palazzo Chigi: Maurizio
Gasparri è capolista di An nella circoscrizione che abbraccia tutto il
territorio regionale e risulterà l’unico eletto per il suo partito nel
proporzionale. I colloqui intercettati nell’auto di Corsaro, un voluminoso
materiale che i Carabinieri si spingono a definire “confessioni”, spiegano come
in quei giorni la cosca si stesse adoperando per far votare l’attuale
capogruppo al Senato del Pdl: “Già è tutto programmato, già stanno preparando i
voti e tutto!..” dice Peppe, un amico del ‘picciotto’, che aggiunge “Vi parate…
giusto quanto parli… finisce di parlare… adesso te ne puoi andare”. Una frase
che secondo i militari dell’Arma “è diretta alla personalità politica e che il
comizio è solo una copertura per gli eventuali voti che saranno destinati al
candidato in discussione”. “Tanto lo sappiamo chi sale già” chiosa Giuseppe
Corsaro, sempre al volante della sua Clio.
L’imprevisto. Il giorno dopo, il 22 aprile 2001, Pantaleone Mancuso
effettivamente parte alla volta di Gioia Tauro. Sulle sue tracce ci sono i
Carabinieri del Ros di Catanzaro, incaricati dalla Dda dopo le parole
intercettate nell’auto di Corsaro. “Dopo circa un centinaio di metri, i due,
probabilmente vistisi seguiti, repentinamente effettuavano inversione di marcia
facendo perdere le tracce” scrivono i Carabinieri. Che aggiungono: “Quel
giorno, il porto di Gioia Tauro pullulava di FF.OO. a seguito di una visita
istituzionale presso la Capitaneria di Porto”. L’affare non si concluse e,
addirittura, la nave che trasportava l’ingente carico di droga cambiò
repentinamente la rotta a largo di Tropea e si diresse verso il porto di
Salerno. Gasparri, invece, quel giorno a Vibo c’era davvero, anche se le sue
iniziative elettorali pubbliche previste erano a Crotone. Praticamente, a due
ore e mezza di macchina. “ Gli accertamenti esperiti hanno consentito di
accertare che: effettivamente l’onorevoleMaurizio Gasparri il 22.04.2001
alloggiava presso l’Hotel 501 di questa città; aveva impegni elettorali a
Crotone; Giuseppe Corsaro non si è portato in Vibo Valentia per l’intera
giornata” si legge nelle relazioni dell’Arma. Quel giorno, a quanto pare, il
comizio non ci fu e, probabilmente, neppure il pranzo a casa del boss.
Pantaleone Mancuso, inoltre, interrogato sul presunto appoggio elettorale a
Gasparri, ha detto di non essersi mai occupato di politica in vita sua. Ma
nella stessa deposizione ha pure negato di essere un mafioso. Secondo la Dda di
Catanzaro e di Salerno, invece, Pantaleone Mancuso è uno dei vertici della
potente famiglia Mancuso, “il clan finanziariamente più potente d’Europa” per
l’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Lumia. Uno
capace di “ condizionare le scelte amministrative di Comuni di loro interesse”
di “avvicinare Giudici, al fine di ‘aggiustare’ processi, e rappresentanti
della Forze dell’Ordine al fine di ottenere benefici di vario tipo” di
stringere “rapporti con personaggi che apparterrebbero a ‘logge massoniche’ (di
cui farebbe parte Mancuso Pantaleone, cl.’47)” si legge nelle carte
dell’operazione “Dinasty 2-do ut des”.
Resta da capire perché Giuseppe Corsaro, che nella stessa intercettazione
indica agli investigatori, con dovizia di particolari, l’arrivo di un grosso
carico di droga, si sarebbe dovuto inventare di sana pianta l’incontro con
Gasparri. Quel che è certo, è che Alleanza Nazionale nella provincia di Vibo
incassò due punti percentuali in più di quanto raccolto nelle altre province
della Calabria. Ed è certo pure il fatto che Corsaro per i Carabinieri “ è
credibile”. “Non si dimentichi – scrivono i militari – che le ‘confessioni’ del
Corsaro si innestano in un contesto ben più ampio, grazie alle quali sono stati
sequestrati, nell’ambito dell’operazione Minosse consistenti partite di droga.
La sua attendibilità è stata provata”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/04/laccoglienza-calabrese-per-gasparri-prima-il-comizio-poi-a-pranzo-dal-boss/56595/