domenica 20 maggio 2012

Il testo dell'interrogazione parlamentare dell'on. Zamparutti ed altri sul Parco della Colombian Brulls Power di Girifalco, 31 gennaio 2011.


Il testo dell'interrogazione parlamentare
dell'on. Zamparutti ed altri
sul Parco della Colombian Brulls Power di Girifalco

31 gennaio 2011.




19 maggio 2012

L’interrogazione dell’on. Zamparutti più altri del Partito Radicale, sul sequestro farlocco del parco della Brulli/International Colombian Power.

Il consulente della procura Biamonto Biamonti che redige l’(im)perizia si scorda di allegare le mappe false redatte per conto della Brulli dall’ing. Floriano Siniscalco, mente destra di Traversa (e già abbiamo detto tutto). 

Proprio così: non ci sono le mappe false nel sequestro!!! 

Il perito sbiadito non si accorge che mezzo parco finisce nel territorio di un paese vicino, che si sono scordati di comprarsi o di minacciare a bombe ed incendi, e che non era presente alla Conferenza dei Servizi; il perito peritissimo non si accorge inoltre che le torri non hanno l’autorizzazione edilizia.

Questo e tanto tanto altro (che siccome aspettiamo di vederla, eccome, la sberizia sperizia perizia non ve lo diciamo).

Ma poi, fatti allegri i cunni in primo grado, bisognava smontarlo il sequestro farlocco ed indovinate quali avvocati bbocatissimi si presentano al Riesame per conto dei Colombians Brulls Powers?

Quelli che insieme alla Procura di Ndranghetanzaro sono processati a Salerno per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari e che difendono ungegnieri Speziali per la Cava comprata a bomba (nel senso di tempestivamente) a Curinga, quelli insomma che leggete ne link che avete sotto.

Associazione a delinquere insieme a una Procura che mi manda Biamonto, e fa un sequestro che poi astutamente smonto (rima pomiciata). 
NU figurone!!!! ENNnnormale no?
Vento e Mafia. Tutto normale a Ndranghetanzaro.
Ma non scordate che dobbiamo raccontarvi di quando il capo del parco eolico, della Brulli Colombian Power, GianMontorsi fu vittima di estorsione. (se, se, se…).

Il testo dell'interrogazione parlamentare dell'on. Zamparutti ed altri sul Parco della Colombian Brulls Power di Girifalco, del 31 gennaio 2011.




ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10657

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 426 del 31/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: ZAMPARUTTI ELISABETTA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 31/01/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatarioGruppoData firma
BELTRANDI MARCOPARTITO DEMOCRATICO31/01/2011
BERNARDINI RITAPARTITO DEMOCRATICO31/01/2011
FARINA COSCIONI MARIA ANTONIETTAPARTITO DEMOCRATICO31/01/2011
MECACCI MATTEOPARTITO DEMOCRATICO31/01/2011
TURCO MAURIZIOPARTITO DEMOCRATICO31/01/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
  • MINISTERO DELL'INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 31/01/2011
Stato iter: 
IN CORSO
Fasi iter:
SOLLECITO IL 03/03/2011
SOLLECITO IL 06/04/2011
SOLLECITO IL 15/04/2011
SOLLECITO IL 23/05/2011
SOLLECITO IL 06/07/2011
SOLLECITO IL 21/09/2011
SOLLECITO IL 16/11/2011
SOLLECITO IL 15/02/2012
Atto Camera


Interrogazione a risposta scritta 4-10657

presentata da

ELISABETTA ZAMPARUTTI 
lunedì 31 gennaio 2011, seduta n.426


ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. - 
Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno.
 - Per sapere - premesso che: 



sul sito www.viadalvento.it si può leggere una segnalazione del professor Tolone Azzariti, a proposito dell'inchiesta sull'eolico a Girifalco, al centro anche di un servizio di Report ed oggetto dell'interrogazione 4-07243, secondo il quale: 

«il consulente della Procura di Catanzaro, ingegner Biamonti, non ha allegato le mappe catastali false dell'ingegner Siniscalco alle carte del sequestro, non le ha proprio ritirate dall'ufficio tecnico al momento in cui il sequestro avveniva, non le ha quindi fatte confluire nel fascicolo! Tutto il parco sequestrato ma "solo" per le violazioni riscontrate nei fatti, sul territorio, le mappe alterate redatte dal Siniscalco, che ne sono una delle cause, non sono nel fascicolo...»; 

le mappe false presso il piano d'esproprio (scala di rappresentazione alterata in 1:2500 anziché nei termini reali 1:2000, per ricavare per tabulas la distanza di 500 metri prescritta dalla legge della regione Calabria sulle distanze fra case e torri; soppressione di una novantina di immobili dalle mappe et alia); potrebbe implicare un reato di falso ideologico e materiale in capo al suo autore ed a chi deputato al controllo di regolarità e possono comportare la nullità dell'atto e la nullità dell'intero procedimento, con la conseguente nullità dell'Autorizzazione Unica che ne scaturisce; 

occorre rilevare il mancato invito alla conferenza dei servizi, che prelude all'Autorizzazione Unica del parco eolico, del comune di Cortale che pure è parte essenziale in quanto titolare del territorio dove si svolge l'attività del parco eolico e che, ad avviso degli interroganti, determina la nullità degli atti della medesima; 

tenuto conto che nel decreto n. 313 del 25 gennaio 2007 (consultabile in supplemento straordinario n. 4 al Bollettino Ufficiale della regione Calabria - parti I e II - n. 17 del 17 settembre 2007) che è allegato al decreto successivo che contiene l'autorizzazione unica dell'8 agosto 2007, a pagina 25558, colonna destra, si può leggere: «nel restituire gli atti progettuali trasmessi, si evidenzia infine che il presente parere non sostituisce in alcun caso i nulla osta e/o autorizzazioni e concessioni previste dalle leggi urbanistiche e dalla legge regionale n. 3/95 che, comunque, dovranno essere acquisiti prima del rilascio della Concessione Edilizia»; 

non risultano acquisiti tali atti preliminari (nulla osta ed autorizzazioni) ma ancor di meno risulta che il comune di Girifalco abbia mai rilasciato alcuna concessione edilizia per alcuna torre e più volte interrogati formalmente a mezzo missiva regolarmente protocollata, gli organi del comune non hanno mai risposto sul merito della questione; ancora nel 15 settembre 2008, a fronte di sollecitazione a comunicare gli estremi delle concessioni (ove esistenti) ed a rilasciarne le relative copie conformi, il comune, con numero di protocollo 8769 rispondeva: «si comunica che le copie richieste non possono essere rilasciate in quanto i provvedimenti di che trattasi, a tutt'oggi, non esistono agli atti di questo comune», a parco eolico quasi completato; 

il 17 ottobre del 2008 il comune di Girifalco aveva comunque rilevato che la scala delle mappe era stata falsificata ed aveva trasmesso, le carte alla procura; 

per quanto risulta agli interroganti, il procuratore aggiunto Murone, recentemente trasferito da Catanzaro dal consiglio superiore della magistratura per incompatibilità ambientale, era nel pieno dei suoi poteri quando Biamonti ricevette il mandato di consulenza nell'autunno 2009 e nel luglio 2007, quando Salvatore Tolone Azzariti avanzò il suo esposto alla procura allegando le mappe false, la procura aveva proceduto come segue: 

a) aveva immediatamente avocato l'esposto, così sottraendolo all'assegnazione naturale ad altro pubblico ministero; 

b) lo aveva «caricato» a modello 45 (procedimento 2252/2007, mod. 45), atti non costituenti notizia di reato incardinando così un procedimento che consente al pubblico ministero di porre nel nulla un atto o una notizia senza passare al vaglio del giudice per le indagini preliminari; 

c) quindi lo aveva archiviato il successivo 3 ottobre del 2007 e la notizia verrà data a voce al diretto interessato su sua richiesta il 24 aprile del 2008 dall'archivio della stessa procura; 

la International Power (cessionaria dall'agosto 2008 della Società Parco eolico Girifalco s.r.l.) risulta difesa presso il tribunale del riesame da avvocati che sono stati coimputati con gli allora capo e aggiunto nella procura di Catanzaro (Lombardi e Murone) nel procedimento presso il GUP di Salerno, conclusosi con il rinvio a giudizio di otto persone -: 

se quanto riferito in premessa corrisponda al vero e quali iniziative si intendano adottare in merito a quanto riferito in premessa. (4-10657)
Classificazione EUROVOC:
CONCETTUALE:
Calabria, energia eolica, espropriazione, inchiesta giudiziaria, reato, sequestro di beni

venerdì 18 maggio 2012

l'Url di Emilio Grimaldi: Il cemento "sereno" e "speziale" di Lamezia Terme

L'Antimafia adunata a congresso dal fratello di un imputato per mafia, capo di Confindustria, mentre c'era il procedimento in corso. Come solo alla Procura di Ndranghetanzaro poteva essere. Gli amici dei falsari e dei sindaci di Girifalco e del Parco Eolico.Non dimenticate i loro nomi...



16 maggio 2012

Il cemento "sereno" e "speziale" di Lamezia Terme

Il cementificio Calme della famiglia Speziali



Il cemento fa le strade. Innalza i ponti. Fonda le città. Il cemento è “speziale” a Lamezia Terme. Il gip del Tribunale di Catanzaro, Antonio Rizzuti, ha assolto Rocco Anello, Francesco Iannazzo e Antonio Giuseppe Salvatore Speziali per non aver usato violenza aggravata nei confronti di Salvatore Mazzei, messo fuori dai giochi nell’affare della cava di Curinga. Perché il fatto non sussiste. 

Il fratello di Antonio è presidente di Confindustria di Catanzaro, Giuseppe. Il padre è senatore della Repubblica italiana, Vincenzo. Il cemento da questi parti gronda di spezialità. Salvaguardata dalla locale Antimafia e tenuta a battesimo dalla Chiesa. La narrazione che fa Rizzuti della quaestio è una pagina di storia che vede coinvolti mafiosi, esecutori materiali, politici, imprenditori, avvocati e preti. Una pagina scritta con la penna rossa, color sangue. Di Torquato Ciriaco, per esempio, la “colonna” dell’impresa di Mazzei.
Materia del contendere
Il Mazzei, detentore del monopolio del calcestruzzo nel lametino, ha un problema nel 2006. Con l’ingegnere Speziali, altro imprenditore locale. Segue un incontro, risolutore, con Eugenio Sgromo, suo socio, Francesco Iannazzo e Rocco Anello. Nel corso del quale sarebbe stato “invitato” a mettersi da parte. L’affare della cava di Curinga è loro. Grazie alla Curia vescovile che gentilmente concede un terreno.

Antefatto

“Tale contesto è caratterizzato da forme spontanee, ma radicate, di regolamentazione, in cui vi è la pressoché totale negazione dei principi della libera iniziativa economica e di libera circolazione dei beni e delle persone e, per contro, la vigenza di principi che non è azzardato definire di tipo feudale”. Esordisce il gip. “Il territorio di Lamezia Terme è suddiviso in aree di influenza di gruppi delinquenziali. Di tipo mafioso che impongono lo sfruttamento delle risorse economiche, principalmente, tramite le estorsioni di denaro degli imprenditori”, spiega. In questo modo: “Agli imprenditori accondiscendenti viene garantita dalla consorteria mafiosa che domina il territorio la “tranquillità” nei loro cantieri (ossia l’esenzione da atti vandalici e di danneggiamento) e l’incolumità personale, nonché, più in generale, la “protezione” da indebite ingerenze da parte di altri soggetti”. Una di queste aree, quella a sud di Lamezia, è appannaggio dei fratelli Anello, Rocco e Tommaso. Esecutori: Santo Panzarello, Vincenzino Fruci e Francesco Michienzi (quest’ultimo collaboratore di giustizia). Mazzei pagava per aver la “tranquillità”. 40-50 milioni di lire. A tale Claudio Fiuamara. Ad un certo punto sconfina nel territorio degli Anello. Ed è costretto a pagare altri 100 milioni. “Anche a rate”, si legge. Si fa vivo Francesco Iannazzo per riscuotere il dovuto, su mandato di Tommaso Anello. Mazzei prende tempo. Anche agli Sgromo gli Anello garantivano la tranquillità. Stessa modalità. Camionate di soldi. A questo punto spunta l’affare della cava di Curinga, sotto la protezione degli Anello. Il terreno era di proprietà della famiglia Bevilacqua che l’avevano concessa in affitto a Michele Lo Russo, amministratore dell’impresa edile “Edilorusso Srl”. Per continuare a coltivarla era necessario estendere l’attività ad un terreno limitrofo, della Curia di Lamezia Terme. Lo Russo e Mazzei spingono Bevilacqua e la Chiesa per averla. La Curia è resistente. E Mazzei lascia che sia il suo socio ad occuparsene. Per lo Russo inizia un periodo di gravi difficoltà economiche. Guarda caso. Le mazzette gli tagliano le gambe. E non accetta. E cede la sua impresa alla “Esse Srl” di Sgromo e Speziali, che sanno evidentemente - a differenza sua - come va il mondo.

Fatto

Mazzei si accorge che è estromesso dal mercato. Per la fornitura del calcestruzzo un suo cliente abituale, Ventura, non si rivolge più a lui. Ma alla società di Sgromo e Speziali. Mazzei protesta. Lamenta pressioni. Anche all’interno della Curia, di personaggi del clero (“un non meglio indicato prete di Lamezia Terme”) perché fosse favorita la società del figlio del futuro senatore. Si organizza una riunione per garantire la “serenità”. Di politica economica, chiaramente. Tra tutti gli stakeholders. Nel corso della quale Mazzei sarebbe stato minacciato a stare zitto e ad accontentarsi.

Epilogo

Mentre Antonio è sotto processo per mafia Giuseppe Speziali, in qualità di presidente di Confindustria, organizza un convegno sul racket a Catanzaro. E' il 20 giugno 2008. Presenti al seminario l’allora prefetto di Catanzaro Salvatore Montanaro, il procuratore nazionale aggiunto Antimafia Emilio Ledonne, il neo senatore e padre di Giuseppe Vincenzo Speziali, l’onorevole Mario Tossone in forza Udc, il presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro, il presidente della Camera di Commercio Paolo Abramo e il procuratore facente funzioni Salvatore Murone. Lo stesso magistrato che, come presidente del Collegio del Tribunale di Lamezia Terme, aveva assolto il Cafarone, uno dei protagonisti del cemento sereno e tranquillo, nonché speziale. Assoluzione poi rimandata dalla Suprema Corte di Cassazione alla Corte d’Appello di Catanzaro. E rimodulata in una condanna a sette anni di carcere.

I dati del congresso sono raccapriccianti. Il 40 per cento subisce un tentativo di estorsione. Il 25 paga regolarmente il pizzo. E solo il 35 denuncia. Il presidente Speziali incoraggia: “Non c’è sviluppo senza legalità, non uno slogan, ma un obiettivo al quale si può arrivare solo se si lavora insieme”.

Del 22 marzo 2011 scorso la sentenza del fratello. Che vale più di un’assoluzione. È la cristallizzazione del cemento. Più speziale che mai.

Notabene

Gli avvocati. Saverio Rotundo di Rocco Anello. Francesco Gambardella di Francesco Iannazzo. E Giuseppe Fonte e Gincarlo Pittelli di Antonio Giuseppe Salvatore Speziali. Notabene.

mercoledì 16 maggio 2012