lunedì 29 ottobre 2012

Una Perizia ed un'ordinanza sfasate.



Vento e 'Ndrine. 
Il sequestro farlocco del Parco eolico di Girifalco e la Gimkana dei magistrati per nascondere la nullità radicale del procedimento di Montorsi&Co.





Siamo al 22 dicembre del 2010, data del sequestro del Parco Eolico di Girifalco.
Il gip di Catanzaro interessato si chiama DI GIROLAMO Maria Rosaria, è lei che emana l’ordinanza di sequestro. 

Di lì a poco lei stessa passerà alla Storia per aver sottoscritto trenta archiviazioni su trenta omologhe richieste della medesima Procura – il 100%!!! -, tutte in relazione all’inchiesta condotta dall’ex PM de Magistris e denominata “Toghe Lucane”.
Quest’inchiesta riguardava pesantemente anche un noto componente del Consiglio Superiore della Magistratura, BUCCICO Emilio Nicola, eletto provenendo dal Senato della Repubblica in quota Alleanza Nazionale, fortemente voluto dal senatore GASPARRI Maurizio. 

Il PM che richiederà l’archiviazione per il BUCCICO si chiama CAPOMOLLA Vincenzo, anch’egli passerà alla Storia della magistratura italiana per aver confezionato l’unico verbale d’interrogatorio tradottosi in un monologo shakespeariano dell’indagato: il BUCCICO stesso.
Neanche una domanda da fare al BUCCICO, le generalità imparate a memoria. Ma di questo riparleremo. 


La gip DI GIROLAMO, su richiesta della Procura, ordina il sequestro del Parco Eolico di Girifalco, eretto dalla società BRULLI di Reggio Emilia, nel cui progetto imprenditoriale – come in altre parti d’Italia, gli inquirenti lo sapranno di sicuro - succede in parte la INTERNATIONAL POWER.
Perché il sequestro? Quali le motivazioni? Le torri violano la distanza di 500 mt. dalle case; violazioni delle norme anti-sismiche; violazioni delle distanze da un altro parco eolico adiacente. 

Tre indagati: il geom. della BRULLI, geom. DIANA; l’ing. del Comune di Girifalco SABATINI Luigi, cugino della moglie dell’allora (ed oggi di nuovo) sindaco di Girifalco DEONOFRIO Mario, grande sollecitatore e progettista politico del parco eolico; il capo della BRULLI, MONTORSI Gianluigi.  
La BRULLI è alla prima esperienza in tema di parchi eolici, non ne ha mai costruiti prima. 

Ha però già fatto affari a Girifalco, sempre con sindaco DEONOFRIO, costruendo una centrale idroelettrica. MONTORSI è un esordiente nell’eolico insomma, ma che evidentemente dà alla “politica” locale una certa, richiesta “affidabilità”. 
Al 22 dicembre 2010, ed a seguire nel corso di tutto l’iter, avvocato della BRULLI nel procedimento di sequestro è l’avvocato e parlamentare ex PdL Giancarlo PITTELLI.

Difensore in sede penale di magistrati della Corte d’Appello di Catanzaro a Catanzaro (sic!) e di membri della famiglia MANCUSO di Limbadi, classificata come la più potente organizzazione mafiosa dell’Occidente quanto alle capacità finanziarie di cui dispone.

Nel libro di Edoardo MONTOLLI, Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello Stato, a pagina 348 e ss., la serie di contatti telefonici di cui si dà conto evidenziano il legame, per la sua qualità, fra l’avvocato Giancarlo PITTELLI ed Emilio Nicola BUCCICO, in un momento topico della vicenda di criminalità giudiziaria avente come protagonisti diversi magistrati della Corte d’Appello di Catanzaro e nota come “caso de Magistris”. BUCCICO lui, che rese il PM CAPOMOLLA Vincenzo un provetto acusmatico dei suoi monologhi e la cui posizione in “Toghe Lucane” fu docilmente archiviata dalla gip Maria Rosaria DI GIROLAMO.
Quante nitide relazioni che emergono specie nel giorno in cui si stava per perquisire il cucchiaio di ogni pentolone che impasta le attività “extra-giudiziarie” dei magistrati di Catanzaro, l’ex - magistrato CHIARAVALLOTI Giuseppe.

Tutto normale fra i magistrati di Catanzaro.
Ma torniamo al 22 dicembre 2010, perché la Procura di Catanzaro ed il GIP DI GIROLAMO ne fanno una che è ancora più grossa dell’intero parco eolico sequestrato: dalla perizia redatta per conto della Procura da parte dell’ing. BIAMONTI e dalle motivazioni del sequestro scompaiono tutti i riferimenti alle mappe catastali false redatte dall’ingegnere Floriano SINISCALCO, falsificate per alterare le informazioni che venivano trasmesse ai cittadini interessati, che soprattutto sulle mappe a guisa di mappe catastali sono abituati a trattare le questioni relative ai propri terreni.

La firma su tali mappe false è però del SINISCALCO Loris, fratello del Floriano.

La scala riportata nelle mappe è atta ad alterare le distanze fra le torri e le case, che la legge fissa in un minimo di 500 metri: mentre la grandezza reale della rappresentazione delle mappe è 1:2000 la scala indicata dai SINISCALCO in calce alle mappe della BRULLI è 1:2500, per aumentare fittiziamente le distanze sulla carta. 
Circa 90 case sono state rimosse dalle mappe stesse per iniziativa unilaterale della BRULLI e dei SINISCALCO Floriano e Loris.

Vi sono altre evidenti manipolazioni della trasparenza e veridicità delle mappe, idonee al pari dei primi a rendere NULLO l’intero procedimento – quantomeno – perché viziato da un evidente reato di falso, ma che qui non menzioniamo. 


SINISCALCO Floriano è di più. Nato e residente a Girifalco, come i suoi due fratelli, è un funzionario della Provincia di Catanzaro, è un fedelissimo del deputato TRAVERSA Michele suo assuntore alla PROVINCIA, e a seguire dell’attuale emanazione politica di quest’ultimo presso la PROVINCIA stessa, cioè FERRO Vanda. 

Il gruppo politico di TRAVERSA Michele, come il BUCCICO Emilio Nicola, fa capo a livello nazionale al capogruppo del PdL al Senato, sen. GASPARRI Maurizio.
Quest’ultimo, in una visita di sostegno elettorale a Catanzaro, definisce il TRAVERSA Michele come “uno dei miei migliori amici”.
Il fratello maggiore dei SINISCALCO, Maurizio. è stato persino in contemporanea assessore alla Provincia di Catanzaro con la giunta TRAVERSA, per la precisione alla Pubblica Istruzione. 

Il SINISCALCO Floriano dunque è al contempo Funzionario della Provincia e Governatore dell’equipe che produce le mappe false (e non solo…), il tutto mentre la Provincia stessa è obbligata dalla legge a funzioni di controllo ed ha poteri vincolanti ed autorizzativi (Tutela sull’Ambiente) sugli impianti di energia alternativa, come parchi eolici e fotovoltaici, etc. 
SINISCALCO Floriano ha inoltre un curriculum di direttore dei lavori di tutto rispetto, sia presso la Provincia di TRAVERSA Michele e FERRO Vanda che presso i Comuni dove ha prestato precedentemente servizio, e fra essi Girifalco.

Veramente rilevante la tipologia ed i dati soggettivi delle imprese di calcestruzzo ed affini con le quali, in maniera costante, ha potuto misurare la sua professionalità. 
Ma anche qui vi rinviamo a prossimamente. 
Peccato peraltro che in questo contesto sia meglio anche non parlarvi della gip DI GIROLAMO e della sua visione della normativa sull’Ambiente. 
Siamo sicuri, ma sicuri sicuri questo si, che altrove si sta indagando anche su questo. 


SINISCALCO Floriano è inoltre a quel tempo responsabile dei lavori della nuova strada PROVINCIALE direttissima – oramai completata – che da LAMEZIA TERME conduce a GIRIFALCO e da GIRIFALCO sul versante Jonico.
Tale strada, da sempre voluta dall’Amministrazione PROVINCIALE di Catanzaro da TRAVERSA e suoi ammennicoli, ha il risultato oggettivo di rendere a dir poco appetibili ai gruppi del Cemento e Calcestruzzo, Movimento Terra e Giramento Lupara, tutti i terreni che la costeggiano. Casualmente. 
Ad oggi basta percorrerla e si vedono sorgere ai lati un’infinità di torri eoliche, disposte lungo tutti i Comuni che risultano attraversati da questa strada. 
E poi dicono che non pensano in grande!
Fra questi terreni, principalmente, i terreni di Girifalco dove vengono posizionate le torri del parco eolico, in spregio di ogni legge ed in spregio delle distanze, in spregio della Salute e dell’Ambiente, che nonostante la DI GIROLAMO, in quanto principi costituzionali (se non a Limbadi, nella Repubblica Italiana) hanno una ben definita valenza normativa. 
Insomma il sodalizio Provincia di Catanzaro – Brulli & Comune di Girifalco – Calcestruzzo & Madonna di Polsi, con una mano abbatte il valore di questi terreni posizionando le torri, rendendoli acquisibili a prezzi irrisori, con un’altra costruisce la strada che ne eleva il valore strategico e li rende appetibili, per l’espansione del calcestruzzo diretto dalla Colombia o dal Libano. 
Il tutto mentre su queste aree sta per calare inoltre il Piano Espansione Ndrangheta Territoriale: il Piano Strutturale Associato che riguarda molti paesi della zona e le loro aree di prossimo sviluppo. 
Aree dove l’accordo BRULLI-MONTORSI/DEONOFRIO Sindaco di Girifalco va a collocare le torri del Parco Eolico di Girifalco. 


Ma torniamo al sequestro, alla Procura di Catanzaro, alla perizia dell’ing. BIAMONTI, alla gip DI GIROLAMO.
Le domande cui rispondere a questa fase, 22 dicembre 2010, data del sequestro, sono le seguenti: 
1) Con una mano BIAMONTI, accompagnato nelle sue indagini campestri su Girifalco dal ROS dei Carabinieri di Catanzaro (particolare non irrilevante, specie per come si svolgerà in seguito l’intervento dei ROS di Catanzaro su una frazione oramai decotta – e solo su questa, stranamente – degli affiliati al clan Mancuso di Limbadi operanti su Lamezia Terme), decreta la violazione di distanze e le altre irregolarità, ma con l’altra mano non attribuisce rilievo – è da supporre neanche in punto di mera fattualità – alle mappe false e ad un’altra fittissima serie di elementi che comportano la NULLITÀ del procedimento autorizzatorio della BRULLI. 
Perché tanta sfrontatezza, mentre tutta l’Italia viene a sapere dall’Informazione che il Parco Eolico di Girifalco è un progetto illecito? Chi o cosa rende sicuro BIAMONTI che eviterà le manette? 



2) Fra le torri che non vengono sequestrate per violazione delle distanze c’è la torre C3, si dice cioè che questa torre non violi le distanze da alcuna casa abitata. La torre è però quella che viene inquadrata nel servizio di REPORT e che tutti possono agevolmente verificare: è in aderenza ad una casa che non solo risulta abitata all’epoca del procedimento ma addirittura è anagraficamente indicata come RESIDENZA, ossia prima casa. 
Altro che distanza di 500 mt., praticamente la casa di RESIDENZA giace sotto la proiezione al suolo delle eliche della Torre, com’è visibile nel servizio di REPORT!

DISTANZA NEGATIVA quindi. 


Dunque, come fanno i BIAMONTI, la Procura di CATANZARO, il gip DI GIROLAMO, dall’autunno del 2009, quando si redige la Perizia, al Natale del 2010 quando si sequestra il Parco, dopo che la vicenda era divenuta di dominio della Pubblica Informazione a non sequestrare quella Torre? Qual è il senso di quella evidente “disattenzione”?
In fondo finzione per finzione, finto sequestro per finto sequestro, una più o una meno…

Perché una perizia che esclude la C3 dalle torri che violano le distanze?
Qual è dunque il criterio selettivo – apparentemente bislacco – adottato dalla Procura di Catanzaro e fatto proprio dal gip Maria Rosaria DI GIROLAMO?
Va bene: eliminazione fraudolenta dalla Perizia, dalla richiesta di sequestro e dall’ordinanza di sequestro, di tutti gli elementi che comportano la NULLITÀ del procedimento, persino delle mappe false dei fratelli SINISCALCO (“mente” – si fa per dire – e firma delle mappe) e questo s’è capito, ma poi… perché la clamorosa declassazione della casa di RESIDENZA ad uno status che neanche la rende rilevante per sequestrare la torre C3 posto che la violazione delle distanze è evidentissima?
A quale fonte di legge si ispira il BIAMONTI confidandovi nella sua attività selettiva, accompagnato dalla scorta dei ROS per i campi Girifalcesi, ascoltato dalla Procura, tradotto in ordinanza dal gip Maria Rosaria DI GIROLAMO?

Perché è meglio proprio eliminare, sotterrare virtualmente, una casa che è addirittura RESIDENZA per tutto l’arco del procedimento autorizzatorio pur dando il contentino, in primo grado, di sequestrare le altre per violazioni delle distanze ed il parco intero per altre violazioni?

Quanto può durare insomma un sequestro fatto il 22 dicembre del 2010, per accontentare i minchionazzi che possono credere alla riscossa della Giustizia in terra di Ndrangheta da parte di toghe messe a 90° dalla devozione e sudditanza a Chiappe d’Oro ed alla Chiappedorea che le circonda, fra alti magistrati e carabinieri “nei secoli fedeli” ai clan di Limbadi e Isola Capo Rizzuto?
A cosa si limitava – in buona sostanza - a quella data la geniale escogitazione del sequestro? 
Amputati a colpi d’accetta dal consulente della Procura tutti gli elementi di NULLITÀ, cosa rimane? 
La violazione delle distanze, i metri proprio non si possono nascondere.

Neanche se lo richiedesse BUCCICO in persona. 

Si, ma a quanto ammontano le distanze richieste? A 500 mt. 
Ed allora perché la C3 che viene piantata nella cucina di un RESIDENTE fin dalla progettazione e non viene sequestrata per violazione delle distanze?

Perché è importante che dalla Perizia piuttosto scompaia questa violazione?

A quali “nuove distanze” si stavano ispirando nell’autunno del 2009, periodo di redazione della Perizia, il BIAMONTI e la Procura di Catanzaro? 
Ecco, qui vi diciamo, anzi vi rammentiamo, solo questa combinazione combinazionissima: che la DI GIROLAMO ordina la terribile ordinanza di sequestro del Parco BRULLI/SINISCALCO/DEONOFRIO (il segno tangibile della presenza della Repubblica Italiana e dei suoi illustri magistrati che fronteggiano la mafia, quelli che hanno gli occhi lucidi quando ricordano o sentono parlare di “Giovanni” o di “Paolo” e dell’estate del 1992, che dopo tre anni di bombe, incendi, faide e mappe false, si scordano persino le mappe false dei SINISCALCO) giusto giusto 3 mesi e mezzo dopo che viene emanato il DM sulle Linee Guida delle energie alternative, 3 settembre 2010, e che prevede una fortissima riduzione dei limiti delle distanze: 200 mt.

Ecco, 200 mt., una diminuzione di distanza idonea a bonificare da Limbadi fino ad Isola Capo Rizzuto tutte le torri che violano la distanza maggiore originariamente prevista.
Solo che la Torre C3 è a 200 millimetri e quella proprio no, neanche un DM cucito sulle esigenze degli aurei glutei degli illustrissimi magistrati di Catanzaro possono sanarla.
Meglio far sparire del tutto la violazione, la Torre e la casa.
Se non fosse per quel REPORT maledetto e per chi li ha condotti proprio lì...a riprenderla in TV!


Ecco, qui vi rammentiamo che la perizia di BIAMONTI era invece pronta dall’autunno del 2009, e che la perizia del BIAMONTI si scorda non solo le mappe false e tutto quello che non vi diciamo, ma persino sotterra una casa che anche col nuovo parametro dei 200 mt. produceva la violazione delle distanze ed il sequestro di una torre, la C3, come potete vedere da REPORT.


Come si disse dell’Addaura? Menti Raffinatissime? No, proprio no. Ma menti informatissime magari si, informate molto in anticipo sulla materiale emanazione di un atto normativo, e che governano questa stupendo scenario dei protagonisti di un sequestro farlocco che doveva rendere felici coloro che ancora pensano che le ndrine ci sia qualcuno che le voglia fronteggiare.
In toga e divisa. 


Ecco siamo sicuri che la Magistratura della Repubblica Italiana, quella competente ad indagare sui magistrati di Catanzaro e specie quei figaccioni della DNA, quelli che serrano le mandibole alle conferenze stampa sugli arresti di ndranghetisti (in verità meglio se senza legami evidentissimi coi magistrati e parlamentari) saprà farsi degna dei giuramenti che ha dato alle Leggi e delle tante manifestazioni collettive nelle quali ha ribadito che la ndrangheta è un pericolo per la Democrazia tutta.
Aggiungiamo, specie quando riesce a catalizzare le funzioni primarie dell’ordinaria vita civile, quali quella giurisdizionale e requirente.

Rammentiamo alla Magistratura della Repubblica Italiana che la Piazza dove ha sede il vecchio Tribunale di Catanzaro ha denominazione toponomastica “Falcone e Borsellino”. 
Che la toponomastica di fatto – fuori dalle retoriche celebrative e dalle commoventi foto che si vedono negli uffici giudiziari – non debba invece realisticamente ispirarsi ai clan di ndrangheta che imperano, senza limite alcuno, sul territorio calabrese!


I) Promemoria: la gippessa DI GIROLAMO si scorda le mappe false nel sequestro. L'interrogazione parlamentare dell'on. Elisabetta Zamparutti + altri del Partito Radicale.http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=34636&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27girifalco%27+|+%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27


II) Promemoria: l'amico intimo dell'avvocato PITTELLI, difensore della Brulli nel sequestro del parco eolico di Girifalco, BUCCICO Emilio Nicola, e l'archiviazione che lo riguarda a Catanzaro. Arrivano i nostri: la ditta CAPOMOLLA & DI GIROLAMO.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/20/toghe-lucane-archiviazione-totale-la-disfatta-giudiziaria-di-de-magistris/98969/

III) Promemoria. La casa finita ai piedi della Torre C3 del Parco Eolico di Girifalco, e che la linea Biamonti - Procura di Catanzaro - gip DI GIROLAMO non poteva sequestrare per evitare di rendere attuale le violazioni delle distanze anche alla data dell'emenazione del nuovo D. M. sulle energie rinnovabili. Il servizio di REPORT. Il minutaggio è dal minuto 4:20 in poi.