Vento e 'Ndrine.
Il sequestro farlocco del Parco eolico di Girifalco e la Gimkana dei magistrati per nascondere la nullità radicale del procedimento di Montorsi&Co.
Siamo al 22 dicembre del 2010, data del
sequestro del Parco Eolico di Girifalco.
Il gip di Catanzaro interessato si chiama DI
GIROLAMO Maria Rosaria, è lei che emana l’ordinanza di sequestro.
Di lì a poco lei stessa passerà alla Storia per aver sottoscritto trenta
archiviazioni su trenta omologhe richieste della medesima Procura – il 100%!!!
-, tutte in relazione all’inchiesta condotta dall’ex PM de Magistris e denominata
“Toghe Lucane”.
Quest’inchiesta riguardava pesantemente anche
un noto componente del Consiglio Superiore della Magistratura, BUCCICO Emilio
Nicola, eletto provenendo dal Senato della Repubblica in quota Alleanza
Nazionale, fortemente voluto dal senatore GASPARRI Maurizio.
Il PM che richiederà l’archiviazione per il BUCCICO si chiama CAPOMOLLA
Vincenzo, anch’egli passerà alla Storia della magistratura italiana per aver
confezionato l’unico verbale d’interrogatorio tradottosi in un monologo
shakespeariano dell’indagato: il BUCCICO stesso.
Neanche una domanda da fare al BUCCICO, le
generalità imparate a memoria. Ma di questo riparleremo.
La gip DI GIROLAMO, su richiesta della
Procura, ordina il sequestro del Parco Eolico di Girifalco, eretto dalla
società BRULLI di Reggio Emilia, nel cui progetto imprenditoriale – come in
altre parti d’Italia, gli inquirenti lo sapranno di sicuro - succede in parte
la INTERNATIONAL POWER.
Perché il sequestro? Quali le motivazioni? Le
torri violano la distanza di 500 mt. dalle case; violazioni delle norme
anti-sismiche; violazioni delle distanze da un altro parco eolico
adiacente.
Tre indagati: il geom. della BRULLI, geom. DIANA; l’ing. del Comune di
Girifalco SABATINI Luigi, cugino della moglie dell’allora (ed oggi di nuovo)
sindaco di Girifalco DEONOFRIO Mario, grande sollecitatore e progettista
politico del parco eolico; il capo della BRULLI, MONTORSI Gianluigi.
La BRULLI è alla prima esperienza in tema di
parchi eolici, non ne ha mai costruiti prima.
Ha però già fatto affari a Girifalco, sempre con sindaco DEONOFRIO, costruendo
una centrale idroelettrica. MONTORSI è un esordiente nell’eolico insomma, ma
che evidentemente dà alla “politica” locale una certa, richiesta
“affidabilità”.
Al 22 dicembre 2010, ed a seguire nel corso di tutto l’iter, avvocato
della BRULLI nel procedimento di sequestro è l’avvocato e parlamentare ex PdL
Giancarlo PITTELLI.
Difensore in sede penale di magistrati della
Corte d’Appello di Catanzaro a Catanzaro (sic!) e di membri della famiglia
MANCUSO di Limbadi, classificata come la più potente organizzazione mafiosa
dell’Occidente quanto alle capacità finanziarie di cui dispone.
Nel libro di Edoardo MONTOLLI, Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia
dello Stato, a pagina 348 e ss., la serie di contatti telefonici di cui si
dà conto evidenziano il legame, per la sua qualità, fra l’avvocato Giancarlo
PITTELLI ed Emilio Nicola BUCCICO, in un momento topico della vicenda di
criminalità giudiziaria avente come protagonisti diversi magistrati della Corte
d’Appello di Catanzaro e nota come “caso de Magistris”. BUCCICO lui, che rese il
PM CAPOMOLLA Vincenzo un provetto acusmatico dei suoi monologhi e la cui
posizione in “Toghe Lucane” fu docilmente archiviata dalla gip Maria Rosaria DI
GIROLAMO.
Quante nitide relazioni che emergono specie
nel giorno in cui si stava per perquisire il cucchiaio di ogni pentolone che
impasta le attività “extra-giudiziarie” dei magistrati di Catanzaro, l’ex - magistrato
CHIARAVALLOTI Giuseppe.
Tutto normale fra i magistrati di Catanzaro.
Ma torniamo al 22 dicembre 2010, perché la Procura di Catanzaro ed il GIP DI
GIROLAMO ne fanno una che è ancora più grossa dell’intero parco eolico
sequestrato: dalla perizia redatta per conto della Procura da parte dell’ing.
BIAMONTI e dalle motivazioni del sequestro scompaiono tutti i riferimenti alle
mappe catastali false redatte dall’ingegnere Floriano SINISCALCO, falsificate
per alterare le informazioni che venivano trasmesse ai cittadini interessati,
che soprattutto sulle mappe a guisa di mappe catastali sono abituati a trattare
le questioni relative ai propri terreni.
La firma su tali mappe false è però del
SINISCALCO Loris, fratello del Floriano.
La scala riportata nelle mappe è atta ad alterare le distanze fra le torri e le
case, che la legge fissa in un minimo di 500 metri: mentre la grandezza reale
della rappresentazione delle mappe è 1:2000 la scala indicata dai SINISCALCO in
calce alle mappe della BRULLI è 1:2500, per aumentare fittiziamente le distanze
sulla carta.
Circa 90 case sono state rimosse dalle mappe stesse per iniziativa unilaterale
della BRULLI e dei SINISCALCO Floriano e Loris.
Vi sono altre evidenti manipolazioni della
trasparenza e veridicità delle mappe, idonee al pari dei primi a rendere NULLO
l’intero procedimento – quantomeno – perché viziato da un evidente reato di
falso, ma che qui non menzioniamo.
SINISCALCO Floriano è di più. Nato e residente
a Girifalco, come i suoi due fratelli, è un funzionario della Provincia di
Catanzaro, è un fedelissimo del deputato TRAVERSA Michele suo assuntore alla
PROVINCIA, e a seguire dell’attuale emanazione politica di quest’ultimo presso
la PROVINCIA stessa, cioè FERRO Vanda.
Il gruppo politico di TRAVERSA Michele, come il BUCCICO Emilio Nicola, fa capo
a livello nazionale al capogruppo del PdL al Senato, sen. GASPARRI Maurizio.
Quest’ultimo, in una visita di sostegno
elettorale a Catanzaro, definisce il TRAVERSA Michele come “uno dei miei
migliori amici”.
Il fratello maggiore dei SINISCALCO, Maurizio.
è stato persino in contemporanea assessore alla Provincia di Catanzaro con la
giunta TRAVERSA, per la precisione alla Pubblica Istruzione.
Il SINISCALCO Floriano dunque è al contempo Funzionario della Provincia e
Governatore dell’equipe che produce le mappe false (e non solo…), il tutto
mentre la Provincia stessa è obbligata dalla legge a funzioni di controllo ed
ha poteri vincolanti ed autorizzativi (Tutela sull’Ambiente) sugli impianti di
energia alternativa, come parchi eolici e fotovoltaici, etc.
SINISCALCO Floriano ha inoltre un curriculum di direttore dei lavori di tutto
rispetto, sia presso la Provincia di TRAVERSA Michele e FERRO Vanda che presso
i Comuni dove ha prestato precedentemente servizio, e fra essi Girifalco.
Veramente rilevante la tipologia ed i dati
soggettivi delle imprese di calcestruzzo ed affini con le quali, in maniera
costante, ha potuto misurare la sua professionalità.
Ma anche qui vi rinviamo a prossimamente.
Peccato peraltro che in questo contesto sia meglio anche non parlarvi della gip
DI GIROLAMO e della sua visione della normativa sull’Ambiente.
Siamo sicuri, ma sicuri sicuri questo si, che altrove si sta indagando anche su
questo.
SINISCALCO Floriano è inoltre a quel tempo responsabile dei lavori della nuova
strada PROVINCIALE direttissima – oramai completata – che da LAMEZIA TERME
conduce a GIRIFALCO e da GIRIFALCO sul versante Jonico.
Tale strada, da sempre voluta
dall’Amministrazione PROVINCIALE di Catanzaro da TRAVERSA e suoi ammennicoli,
ha il risultato oggettivo di rendere a dir poco appetibili ai gruppi del
Cemento e Calcestruzzo, Movimento Terra e Giramento Lupara, tutti i terreni che
la costeggiano. Casualmente.
Ad oggi basta percorrerla e si vedono sorgere ai lati un’infinità di torri
eoliche, disposte lungo tutti i Comuni che risultano attraversati da questa
strada.
E poi dicono che non pensano in grande!
Fra questi terreni, principalmente, i terreni di Girifalco dove vengono
posizionate le torri del parco eolico, in spregio di ogni legge ed in spregio
delle distanze, in spregio della Salute e dell’Ambiente, che nonostante la DI
GIROLAMO, in quanto principi costituzionali (se non a Limbadi, nella Repubblica
Italiana) hanno una ben definita valenza normativa.
Insomma il sodalizio Provincia di Catanzaro – Brulli & Comune di Girifalco
– Calcestruzzo & Madonna di Polsi, con una mano abbatte il valore di questi
terreni posizionando le torri, rendendoli acquisibili a prezzi irrisori, con
un’altra costruisce la strada che ne eleva il valore strategico e li rende
appetibili, per l’espansione del calcestruzzo diretto dalla Colombia o dal
Libano.
Il tutto mentre su queste aree sta per calare inoltre il Piano Espansione
Ndrangheta Territoriale: il Piano Strutturale Associato che riguarda molti
paesi della zona e le loro aree di prossimo sviluppo.
Aree dove l’accordo BRULLI-MONTORSI/DEONOFRIO Sindaco di Girifalco va a collocare
le torri del Parco Eolico di Girifalco.
Ma torniamo al sequestro, alla Procura di Catanzaro, alla perizia dell’ing.
BIAMONTI, alla gip DI GIROLAMO.
Le domande cui rispondere a questa fase, 22 dicembre 2010, data del sequestro,
sono le seguenti:
1) Con una mano BIAMONTI, accompagnato nelle sue indagini campestri su
Girifalco dal ROS dei Carabinieri di Catanzaro (particolare non irrilevante,
specie per come si svolgerà in seguito l’intervento dei ROS di Catanzaro su una
frazione oramai decotta – e solo su questa, stranamente – degli affiliati al
clan Mancuso di Limbadi operanti su Lamezia Terme), decreta la violazione di
distanze e le altre irregolarità, ma con l’altra mano non attribuisce rilievo –
è da supporre neanche in punto di mera fattualità – alle mappe false e ad
un’altra fittissima serie di elementi che comportano la NULLITÀ del
procedimento autorizzatorio della BRULLI.
Perché tanta sfrontatezza, mentre tutta l’Italia viene a sapere
dall’Informazione che il Parco Eolico di Girifalco è un progetto illecito? Chi
o cosa rende sicuro BIAMONTI che eviterà le manette?
2) Fra le torri che non vengono sequestrate per violazione delle distanze c’è
la torre C3, si dice cioè che questa torre non violi le distanze da alcuna casa
abitata. La torre è però quella che viene inquadrata nel servizio di REPORT e
che tutti possono agevolmente verificare: è in aderenza ad una casa che non
solo risulta abitata all’epoca del procedimento ma addirittura è
anagraficamente indicata come RESIDENZA, ossia prima casa.
Altro che distanza di 500 mt., praticamente la casa di RESIDENZA giace sotto la
proiezione al suolo delle eliche della Torre, com’è visibile nel servizio di
REPORT!
DISTANZA NEGATIVA quindi.
Dunque, come fanno i BIAMONTI, la Procura di
CATANZARO, il gip DI GIROLAMO, dall’autunno del 2009, quando si redige la
Perizia, al Natale del 2010 quando si sequestra il Parco, dopo che la vicenda
era divenuta di dominio della Pubblica Informazione a non sequestrare quella
Torre? Qual è il senso di quella evidente “disattenzione”?
In fondo finzione per finzione, finto
sequestro per finto sequestro, una più o una meno…
Perché una perizia che esclude la C3 dalle torri che violano le distanze?
Qual è dunque il criterio selettivo – apparentemente bislacco – adottato dalla
Procura di Catanzaro e fatto proprio dal gip Maria Rosaria DI GIROLAMO?
Va bene: eliminazione fraudolenta dalla Perizia, dalla richiesta di sequestro e
dall’ordinanza di sequestro, di tutti gli elementi che comportano la NULLITÀ
del procedimento, persino delle mappe false dei fratelli SINISCALCO (“mente” –
si fa per dire – e firma delle mappe) e questo s’è capito, ma poi… perché la
clamorosa declassazione della casa di RESIDENZA ad uno status che neanche la
rende rilevante per sequestrare la torre C3 posto che la violazione delle
distanze è evidentissima?
A quale fonte di legge si ispira il BIAMONTI confidandovi nella sua attività
selettiva, accompagnato dalla scorta dei ROS per i campi Girifalcesi, ascoltato
dalla Procura, tradotto in ordinanza dal gip Maria Rosaria DI GIROLAMO?
Perché è meglio proprio eliminare, sotterrare
virtualmente, una casa che è addirittura RESIDENZA per tutto l’arco del
procedimento autorizzatorio pur dando il contentino, in primo grado, di
sequestrare le altre per violazioni delle distanze ed il parco intero per altre
violazioni?
Quanto può durare insomma un sequestro fatto il 22 dicembre del 2010, per
accontentare i minchionazzi che possono credere alla riscossa della Giustizia
in terra di Ndrangheta da parte di toghe messe a 90° dalla devozione e
sudditanza a Chiappe d’Oro ed alla Chiappedorea che le circonda, fra alti
magistrati e carabinieri “nei secoli fedeli” ai clan di Limbadi e Isola Capo
Rizzuto?
A cosa si limitava – in buona sostanza - a quella data la geniale escogitazione
del sequestro?
Amputati a colpi d’accetta dal consulente della Procura tutti gli elementi di
NULLITÀ, cosa rimane?
La violazione delle distanze, i metri proprio non si possono nascondere.
Neanche se lo richiedesse BUCCICO in
persona.
Si, ma a quanto ammontano le distanze richieste? A 500 mt.
Ed allora perché la C3 che viene piantata nella cucina di un RESIDENTE fin
dalla progettazione e non viene sequestrata per violazione delle distanze?
Perché è importante che dalla Perizia piuttosto
scompaia questa violazione?
A quali “nuove distanze” si stavano ispirando nell’autunno del 2009, periodo di
redazione della Perizia, il BIAMONTI e la Procura di Catanzaro?
Ecco, qui vi diciamo, anzi vi rammentiamo, solo questa combinazione
combinazionissima: che la DI GIROLAMO ordina la terribile ordinanza di sequestro
del Parco BRULLI/SINISCALCO/DEONOFRIO (il segno tangibile della presenza della
Repubblica Italiana e dei suoi illustri magistrati che fronteggiano la mafia,
quelli che hanno gli occhi lucidi quando ricordano o sentono parlare di
“Giovanni” o di “Paolo” e dell’estate del 1992, che dopo tre anni di bombe,
incendi, faide e mappe false, si scordano persino le mappe false dei
SINISCALCO) giusto giusto 3 mesi e mezzo dopo che viene emanato il DM sulle
Linee Guida delle energie alternative, 3 settembre 2010, e che prevede una
fortissima riduzione dei limiti delle distanze: 200 mt.
Ecco, 200 mt., una diminuzione di distanza
idonea a bonificare da Limbadi fino ad Isola Capo Rizzuto tutte le torri che
violano la distanza maggiore originariamente prevista.
Solo che la Torre C3 è a 200 millimetri e
quella proprio no, neanche un DM cucito sulle esigenze degli aurei glutei degli
illustrissimi magistrati di Catanzaro possono sanarla.
Meglio far sparire del tutto la violazione, la
Torre e la casa.
Se non fosse per quel REPORT maledetto e per chi
li ha condotti proprio lì...a riprenderla in TV!
Ecco, qui vi rammentiamo che la perizia di
BIAMONTI era invece pronta dall’autunno del 2009, e che la perizia del BIAMONTI
si scorda non solo le mappe false e tutto quello che non vi diciamo, ma persino
sotterra una casa che anche col nuovo parametro dei 200 mt. produceva la
violazione delle distanze ed il sequestro di una torre, la C3, come potete vedere
da REPORT.
Come si disse dell’Addaura? Menti Raffinatissime?
No, proprio no. Ma menti informatissime magari si, informate molto in anticipo
sulla materiale emanazione di un atto normativo, e che governano questa
stupendo scenario dei protagonisti di un sequestro farlocco che doveva rendere
felici coloro che ancora pensano che le ndrine ci sia qualcuno che le voglia
fronteggiare.
In toga e divisa.
Ecco siamo sicuri che la Magistratura della
Repubblica Italiana, quella competente ad indagare sui magistrati di Catanzaro
e specie quei figaccioni della DNA, quelli che serrano le mandibole alle
conferenze stampa sugli arresti di ndranghetisti (in verità meglio se senza
legami evidentissimi coi magistrati e parlamentari) saprà farsi degna dei
giuramenti che ha dato alle Leggi e delle tante manifestazioni collettive nelle
quali ha ribadito che la ndrangheta è un pericolo per la Democrazia tutta.
Aggiungiamo, specie quando riesce a catalizzare
le funzioni primarie dell’ordinaria vita civile, quali quella giurisdizionale e
requirente.
Rammentiamo alla Magistratura della Repubblica Italiana che la Piazza dove ha
sede il vecchio Tribunale di Catanzaro ha denominazione toponomastica “Falcone
e Borsellino”.
Che la toponomastica di fatto – fuori dalle retoriche celebrative e dalle commoventi
foto che si vedono negli uffici giudiziari – non debba invece realisticamente
ispirarsi ai clan di ndrangheta che imperano, senza limite alcuno, sul
territorio calabrese!
II) Promemoria: l'amico intimo dell'avvocato PITTELLI, difensore della Brulli nel sequestro del parco eolico di Girifalco, BUCCICO Emilio Nicola, e l'archiviazione che lo riguarda a Catanzaro. Arrivano i nostri: la ditta CAPOMOLLA & DI GIROLAMO.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/20/toghe-lucane-archiviazione-totale-la-disfatta-giudiziaria-di-de-magistris/98969/
III) Promemoria. La casa finita ai piedi della Torre C3 del Parco Eolico di Girifalco, e che la linea Biamonti - Procura di Catanzaro - gip DI GIROLAMO non poteva sequestrare per evitare di rendere attuale le violazioni delle distanze anche alla data dell'emenazione del nuovo D. M. sulle energie rinnovabili. Il servizio di REPORT. Il minutaggio è dal minuto 4:20 in poi.
